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Religione

Religione a Corfù

Gli abitanti di Corfù, esattamente come succede nella maggior parte della Grecia, sono prevalentemente di fede ortodossa, anche se non mancano persone appartenenti a religioni con minor seguito come cristianesimo, anglicanesimo, protestantesimo e ebraismo, i quali sono comunque forniti di luoghi di culto sull’isola. Questa pagina è dedicata ad una breve storia della religione locale, delle tradizioni più famose e soprattutto del culto di san Spyridon, il patrono di Corfù. Vi forniremo le date principali del calendario corfiota, principalmente legate alle festività religiose ed altre piccole curiosità sul nostro passato.

La chiesa di San Spyridon nel centro storico di Corfù

La torre più alta ed imponente della città di Corfù, costruita nel 1596 e visibile da molti dei punti strategici della città, è proprio quella appartenente alla chiesa di San Spyridon. Nel 1456 il corpo di San Spyridon venne depositato nell’omonima chiesa. La maggioranza dei corfioti sono molto devoti e grati al santo per tutti i miracoli che è riuscito a realizzare nel corso degli anni. Le sue spoglie sono tutt’oggi trasportate in processione per le vie della città, in segno di ringraziamento. La chiesa fu decorata dal famoso artista P. Doxaras con placche di legno e decorazioni d’oro. La chiesa è situata esattamente nel centro della città ed è una meta interessante per chiunque voglia fare una passeggiata per il centro e godere delle bellezze caratteristiche della città.

Per contattare la chiesa di San Spyridon, chiamate al : +30 26610 39779 / 33059

Breve storia di San Spyridon

San Spyridon naque a Cipro nel 270 d.c da una famiglia povera, la quale non potè economicamente garantirgli nessun tipo di educazione. Il ragazzo cominciò quindi a lavorare come pastore e dopo poco si sposò. Quando la sua amata moglie morì, Spyridon decise di dedicarsi, anima e corpo, alla chiesa e divenne così vescovo di Tremithous, tanto famoso ed apprezzato che fu uno dei principali partecipanti del primo consiglio ecumenico di Nicacea nel 325. Durante il consiglio egli mise in dubbio la teoria di Arius e dei teologi trinitari e ciò gli costò l’arresto e l’esilio, durante la persecuzione di Massimiliano. Il resto della sua vita lo passò quindi a Cipro dove continuò a fare miracoli fino alla sua morte nel 348. San Spyridon è onorato e celebrato da tutti i cristiani dell’isola di Corfù.

Quando I saraceni conquistarono Cipro, l’isola intera cadde sotto il regno di Costantinopoli. I ciprioti decisero di disseppelire il corpo di Spyridon, per rimuovere le sue sacre ossa da quel terreno dissacrato dagli invasori. Una volta scoperto che il corpo, dopo anni di sepoltura, continuava ad essere intatto e ben conservato, e che emanava un intenso profumo di basilico fresco, i ciprioti capirono che Spyridon era santo ed in grado di fare miracoli e decisero di santificarlo.

Quando Costantinopoli cadde nel 1453, un anziano prespitero trasportò il corpo intatto di Spyridon fino a Corfù, restituendolo così alla sua terra. Quando l’anziano morì i suoi tre figli ereditarono le spoglie del santo e le misero a risposare in una chiesa privata. Quando la chiesa venne distrutta per fare spazio alle nuove mura fortificate della città, le spoglie del santo furono finalmente trasportate nella chiesa dove tutt’ora risposano.

I corfioti pensano che Spyridon sia un santo e che la sua presenza vegli tutt’ora sull’intera isola: il santo protegge i corfioti, li libera dai mali e li aiuta nella vita quotidiana. Quando i turchi furono scacciati e la peste debellata, i corfioti si convinsero che fosse stato Spirydon, ad aiutarli a portare a termine queste imprese ed a dar loro il cibo di cui avevano bisogno. Gli artigiani corfioti producono spesso delle calzature con l’immagine del santo, per fare in modo che egli possa camminare assieme alle persone e possa dar loro sostegno e protezione. La reliquia della sua mano destra è stata trasportata a Roma.

Ogni domenica delle Palme, le reliquie ancora presenti a Corfù sono trasportate in processione dai fedeli, accompagnate dalle musiche delle orchestre filarmoniche locali.

I miracoli di San Spyridon

Spyridon è soprattutto il protettore dei vasai ed in generale il protettore della città. Quando la peste fu debellata, secondo i corfioti, grazie all’intervento del santo, l’unico segno del suo passaggio fu un enorme sfregio sulle mura della città; questo segno è diventato una delle maggiori attrazioni turistiche della città di Corfù, assieme alla chiesa intitolatagli.

La Repubblica di Venezia, riconoscendo l’intervento di Spyridon come miracolo, decise di creare la Litania di San Spyridon l’11 agosto, per commemorare l’evento. Nella parte est dell’isola di Corfù, dove le chiese seguivano il calendario Giuliano, questo evento viene oggi celebrato il 12 di dicembre, la domenica prima della Grande Quaresima (conosciuta come Il Sabato del Perdono). Il 12 dicembre del calendario Giuliano corrisponde al 25 dicembre del moderno calendario gregoriano. Nella parte ovest dell’isola di Corfù, quest’evento invece è celebrato il 14 di dicembre.

Le reliquie del santo sono portate in processione per tutta la città 4 volte all anno per ricordare e onorare tutte quelle occasioni in cui il santo ha dato il suo contributo, salvando l’isola da disastri e catastrofi.

Cerimonie religiosi corfiote

In aprile viene celebrata la domenica delle Palme, in ricordo dell’intervento salvifico del santo, contro la peste. La processione più importante parte dalla chiesa principale alle 11.00 e segue la linea delle antiche mura, fuori dalle quali il santo isolò il morbo mortifero.

Anche la domenica pasquale è caratterizzata dalla presenza di San Spyridon e dalla seconda grande processione, nata nel 1550, in ricordo dell’intervento del santo, per combattare la fame che stava decimando la popolazione.

L’11 agosto viene organizzata la terza grande processione, in onore della vittoria contro l’assedio turco nel 1716.

La quarta processione viene organizzata la prima domenica di novembre in ricordo dell’intervento del santo, durante la seconda grande epidemia di peste del 1673.

La chiesa di Santa Marina a Benitses

Santa Marina è la patrona di Benitses ed ogni domenica nella chiesa principale viene fatta una messa in suo onore. La chiesa venne costruita sulle rive del fiume che anticamente passava per il villaggio: quando il fiume venne deviato, la chiesa rimase al suo posto originale. Per far si che ospiti e locali vengano coinvolti dalla cultura locale di Benitses vengono organizzati annualmente festival e festività religiose. Per qualsiasi informazione a propsito di orari e celebrazioni speciali, vi pregiamo di contattare il nostro Hotel bella Vista.

Speriamo che questa pagina vi abbia fornito sufficienti infomazioni a proposito delle tradizioni, della religione e delle festività locali. Vi invitiamo a prendere parte ed a sperimentare personalmente le occasioni che la nostra cultura e la nostra religione vi offrono, durante il vostro soggiorno all’Hotel Bella Vista. Queste variegate tradizioni sacre sono da non perdere ed il nostro staff sarà felice di darvi ogni tipo di informazione per rendere la vostra esperienza a contatto con la nostra cultura, veramente unica.

Cattolicesimo corfiota

C’è solo una piccola percentuale di cattolici a Corfù, la quale trae origine dalle prime migrazioni maltesi, inglesi ed italiane sull’isola.

L’arcivescovado cattolico venne fondato a Corfù nel 1310 da Carlo di Anjou ed ha tutt’ora una significativa influenza sull’isola. I cattolici a Corfu sono più o meno 3.500 persone, la maggior parte delle quali ha origini maltesi; essi vivono principalmente in città, convivendo pacificamente con la comunità ortodossa. La principale caratteristica di questa piccola comunità cristiana è la sua dedizione alla carità e l’aiuto dei più deboli, e per questo è stata creata una casa di riposo, ancora in uso.

Ebraismo a Corfù

La prima testimonianza scritta della presenza ebraismo a Corfù, fu quella riportata da un rabbino spagnolo, Ben Yonah, il quale, descrivendo la sua visita sull’isola durante il 12esimo secolo, descrisse l’incontro con un tintore ebreo chiamato Joseph. Nel 1267 molti ebrei vivevano sull’isola e furono proprio essi a costruire, nel 17esimo secolo, la Sinagoga chiamata: Scuola Greca. Questa sinagoga è l’unica, delle tre esistenti prima della seconda guerra mondiale, rimasta integra: essa è stata costruita seguendo l’architettura veneziana ed è tutt’ora mantenuta in buone condizioni dalla piccola comunità ebraica locale.

Il veccio cimitero ebraico è interessante dal punto di vista storico e contiene moltissime lapidi antiche. Il nuovo cimitero è invece situato nella parte della città chiamata “Cephalomandouko”, vicino al cimitero cristiano. L’UNESCO si è raccomandato con la città di Corfù affinchè mantenga in buono stato questo cimitero, reperto storico di grande importanza: la manutenzione è iniziata nel 2002 e sta procedendo nel migliore dei modi.

Il cimitero britannico

Durante la prima Guerra mondiale Corfù veniva utilizzata da Inghilterra e Usa, come base militare. Nel 1814 venne aperto il cimtero britannico ed al termine della prima guerra mondiale vennero interrati moltissimi soldati. Il cimitero si trova a sud della città, lungo Alexandras Avenue ed è circondato da splendidi e lussureggianti giardini.