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Colazione da Bella Vista’s

24 Jul, 2017

Non categorizzato Written by: Alexandra Di Gregorio

Una notte, mentre stavo spiando su internet ciò che gli altri hotel di Benitses offrivano ai loro ospiti,  fui così amareggiata nel vedere che molti pubblicizzavano “Colazione Inglese” e “ Brunch Americano”. Continuavo a chiedermi per quale ragione le persone andassero in vacanza in un paese straniero per avere per colazione ciò che hanno tutti i giorni della loro vita. Perchè viaggiamo? Non lo facciamo solamente per andare da qualche parte, visitare monumenti e musei, comprare souvenir e scattare quante più foto possibili per ricordarci tutte le cose magnifiche che abbiamo visto nella nostra vita. Non possiamo dire di aver realmente visitato un posto se non abbiamo assaggiato almeno un piatto tipico e partecipato ad un evento tradizionale, almeno una volta. Viaggiare significa lasciarsi alle spalle ciò a cui siamo abituati ed aprirci a nuove esperienze: nuovi panorami, nuove culture, nuovi sapori, nuove persone…

La maggior parte di noi sente periodicamente la necessità di viaggiare. Delle volte, quando ci è negato di viaggiare fisicamente, lo facciamo con la mente. Immaginiamo i posti in cui non siamo mai stati, le persone che non abbiamo mai conosciuto e le cose che non abbiamo mai fatto. Ma possiamo anche viaggiare nel tempo, ricordandoci i momenti felici della nostra vita.

Leggendo quegli annunci, iniziai a viaggiare, tornando alla mia infanzia nella mia città natale. In tutti gli anni che ho trascorsi lontano dalla mia famiglia, sono sempre stata così concentrata sullo studio e sulla carriera, che non ho mai pensato di mettermi a cucinare. Prima di lasciare il lavoro e decidere di tornare per un po’ in Grecia per pensare, non avevo mai tempo per farlo. Se non lavoravo (e lavoravo dodici, alle volte quattordici ore al giorno), studiavo o semplicemente mi spostavo dal posto di lavoro al mio appartamento, cosa che di per sé prendeva più di un’ora. Ero così abituata al cibo della mensa degli hotel per cui lavoravo, che mi ero quasi dimenticata le deliziose, croccanti e appena sfornate torte di spinaci che mangiavo quando ero bambina. Il solo pensiero della sfoglia che si spezza tra i miei denti e del morbido ripieno di spinaci che si scioglie in bocca, mi fece brontolare lo stomaco. In un attimo potevo vedere due piatti di fronte a me: uno pieno di pane nero coperto di olio extravergine d’oliva (fatto con le olive dei miei nonni!), l’altro pieno di pomodori freschi e dolci, succosi cetrioli e feta. Soffici torte fatte con arance e limoni di Corfù mi sorridevano in questo sogno ad occhi aperti. Per non parlare del cremoso yogurt greco ricoperto di miele, noci e cannella. Il mio preferito!

Seduta al mio tavolo deserto, sognavo di avere per davvero tutto quel cibo delizioso di fronte a me. Ma la triste verità è che ero una schiappa in cucina. Nel senso, come vi ho detto, non ci avevo neanche mai provato, principalmente perché non avevo tempo, né per cucinare, né per andare alla caccia di frutta e verdura fresca e matura senza di cui il risultato non sarebbe mai stato lo stesso.

Nonostante amassi Londra e il suo stile di vita, ogni volta che mettevo tra i denti un panino comprato in qualche Take-Away, non riuscivo a non pensare a quanto buono fosse il cibo greco rispetto a quello schifo. Ero già nostalgica abbastanza, se mi fossi messa pure a cucinare avrei iniziato a sentire troppo la mancanza della Grecia. E comunque…non sarei mai stata in grado di cucinare come un “vero” greco, o almeno, questo era ciò che credevo. Ma se c’è una cosa che non mi piace è arrendermi, dichiararmi sconfitta.

Sono capace di fare così tante cose, sono una donna indipendente con tre lauree…è impossibile che non sappia fare qualcosa di così scontato come cucinare! Nonostante fossero già le due di notte, la mia testardaggine (come mia madre soleva chiamarla!) mi costrinse a cercare le ricette di tutti quei piatti tradizionali che amavo e che mi vennero in mente al momento: Spanakopita, Tyropita, Bougatsa…dopo aver scritto sul mio Moleskine tutte le ricette, mi arresi (per il momento, solo perché non avevo gli ingredienti per cucinare, altrimenti, fidatevi, mi sarei messa a cucinare) e decisi di andare a letto, nonostante dubitassi che sarei riuscita a prendere sonno: il mio stomaco stava ancora brontolando e il mio cervello bolliva di adrenalina!

Appena sveglia saltai giù dal letto e andai a comprare tutti gli ingredienti che mi servivano per fare la Spanakopita (torta di spinaci). Non appena misi piede in casa, mi rimboccai le maniche e mi misi al lavoro. “Ed ora si impara a cucinare!” mi dissi, felice di intraprendere una nuova avventura. Capii presto che cucinare sarà anche scontato, ma non facile. Per niente facile.

Quando i miei coinquilini, svegliandosi, videro che ero in cucina, iniziarono a preoccuparsi…”qualcosa non torna”…più che preoccuparsi probabilmente pensavano che stavolta fossi uscita di testa completamente e irreversibilmente. Del resto non mi avevano mai vista cucinare e si sa che, quando le persone che pensiamo di conoscere meglio delle nostre tasche fanno qualcosa di nuovo e inaspettato, siamo immediatamente portati a pensare che c’è qualcosa che non va. Quando gli gridai dalla cucina “Ragazzi! Oggi pranzo greco! Ci siete?” la loro preoccupazione non poté che aumentare. Ad oggi credo ancora che stessero disperatamente cercando un modo per rifiutare l’invito, perché avrebbero messo la mano sul fuoco che la torta sarebbe stata immangiabile. Ma, sorprendentemente,  dopo il primo coraggioso morso, i loro volti si illuminarono: “Questa torta è deliziosa! Perché non hai mai cucinato prima???” “Ha!” pensai “sono pure brava a cucinare”. Ero orgogliosa di scoprire che i miei ex-ragazzi, convinti che non fossi in grado di cucinare, dal momento che non cucinavo mai per loro (magari c’era una ragione, no?), si sbagliavano. Stavo soltanto dando la precedenza alla mia carriera.

Ma ora, in questo periodo di transizione, non solo avevo molto tempo libero, ma avevo anche una buona ragione per cucinare: la creazione della mia “colazione greca” ispirata alle mie memorie d’infanzia. Ed effettivamente, dopo aver seguito per un po’ le ricette standard, iniziai a sperimentare e a creare delle versioni personalizzate delle torte. Quindi era davvero la “mia” colazione, in tutti i sensi…ed i miei coinquilini erano molto felici di servire da cavie per la buona causa.

Siate affamati, siate folli

Normalmente non farei una gran colazione. Sono greca dopotutto. Di solito un caffè ed un pezzo di torta sono abbastanza per noi, magari una sigaretta (non nel mio caso, non ho mai fumato, e comunque le sigarette non sono cibo!). Però, in Grecia, intorno le dieci di mattina solitamente si fa uno snack che comprende un pezzo di torta dolce o salata ed un secondo caffè. Il tempo che ho passato in Gran Bretagna mi ha insegnato ad apprezzare il valore di una colazione ricca, gustosa e nutriente. Per cui la mia idea per la “colazione greca” era di spostare lo snack delle dieci all’orario di colazione e unire torte dolci del mattino e torte salate di verdure e formaggi dello spuntino. Unico, locale e greco! Com’era possibile che nessuno ci avesse pensato prima di me? La Grecia è conosciuta in tutto il mondo, prima per il suo mare bellissimo, poi per il suo cibo delizioso. E noi cosa facciamo a Corfù? Promuoviamo piatti inglesi ed americani!

Quando tornai a Benitses nell’estate del 2003 per occuparmi dell’hotel, cucinavo le torte nella cucina della casa di mia madre, di fronte all’hotel. Rimasi scioccata dal fatto che a Luglio e pure ad Agosto l’albergo era quasi completamente vuoto. Mi aspettavo che tutte le stanze fossero prenotate, ed invece era deserto! Ricordo ancora che dovetti andare a Londra per una settimana, dall’undici al diciotto Luglio, per firmare i documenti che tristemente confermavano che il mio amato appartamento non sarebbe più stato mio. Prova ad indovinare quante stanze erano occupate in quella settimana? Una! Un disastro, totale. Tuttavia, non era solo il nostro albergo ad essere deserto, tutto il villaggio lo era. Prima di trasferirmi a Londra il turismo era folle qui! Il villaggio era stracolmo di turisti, di musica e di feste. Cosa era successo durante la mia assenza è, però, un’altra storia, che vi racconterò molto presto, ma non ora.

 

Era quasi uno spreco preparare una torta salata e una dolce ogni mattina per così pochi clienti. Ma, fortunatamente, dall’anno seguente le cose iniziarono ad andare meglio, il numero di clienti iniziò ad aumentare di nuovo e divenne presto impossibile, per me, trovare il tempo di cucinare. Per cui passai le mie ricette alle donne di servizio e gli insegnai come preparare la colazione. Poiché il numero degli ospiti era maggiore e quindi anche la quantità di cibo da preparare, iniziammo ad usare la cucina dell’albergo. Nel 2007 decisi di comprare quello che oggi è il Bella Studios, cosa che significava più ospiti, più lavoro, ma anche più soddisfazione nel cucinare. Le persone apprezzavano la nostra colazione, e, siccome volevo migliorare i nostri servizi, la mia mente manageriale  mi suggerì di creare dei questionari da dare a ciascuno prima di lasciare l’hotel. Così potevo sapere dai clienti stessi cosa migliorare!

 

Un giorno, leggendo le risposte al questionario di una famiglia russa che veniva da noi dal 2006 ( i questionari erano anonimi, ma riconobbi la scrittura), fui così triste nel leggere che avevano assegnato un punteggio di 6 su 10 alla colazione. Significava che la colazione era buona, ma non buonissima! Che rabbia!

Mi sforzavo così tanto per questa colazione e ancora non era abbastanza! La ragione del 6 era che, stando per un mese, la famiglia era stanca di avere sempre solo torte, salate o dolci, per colazione. Compresi che, nonostante fosse buona, per le persone che soggiornavano da noi per un periodo lungo, trovavano la colazione ripetitiva. Andava aggiunto qualcosa, ma non mi volevo arrendere ad aggiungere piatti internazionali senza proporre sapori greci. Dunque…decisi di introdurre primi piatti greci, o meglio, corfioti come Pastisada e Sofrito. Per colazione???

 

Tutti, comprese le donne di servizio e mia madre stessa, pensavano che fossi matta…eccetto gli ospiti! I russi, soprattutto, erano felici di avere cibo sostanzioso, come carne e polpette, per colazione. Ospiti svedesi e tedeschi mi suggerirono di introdurre verdure cotte, stile Briam. Volevo rispondere alle loro richieste, ma decisi di farlo “in Greco”…creai lentamente un menu greco basato sui bisogni e desideri dei miei ospiti. Gli italiani volevano dolci e noi preparammo non uno, ma tre, alle volte anche quattro diversi dolci (ovviamente tutti in stile Greco!). Tutti, di qualsiasi provenienza, andavamo matti per la colazione…ed io ero riuscita nel mio intento di promuovere sapori greci per un pubblico internazionale!

Colazione e amore

Il mio intento non era solamente quello di creare un menu originale e greco per colazione, ma anche di creare un nuovo tipo di esperienza. Ciò che volevo dare a chi sceglie il nostro hotel era prima di tutto attenzione, e offrire cibo è da sempre un simbolo di cura e amore. Facendo un’escursione qui a Corfù è facile incontrare persone del luogo che vi invitano a casa loro solo per offrirvi un bicchiere di Ouzo od una tazza di caffè greco con un pezzo di Loukoumia. Questo perché in Grecia amiamo dare senza chiedere niente in cambio, le persone qui la chiamano ospitalità greca, e ovviamente la prima cosa che daresti ad un viaggiatore è cibo, ossia nutrimento. Il latte è la prima cosa che una madre da al proprio figlio, è il suo primo gesto d’amore. E crescendo, preparare cibo per le persone che amiamo, per i nostri amici od i nostri famigliari, è un modo per dimostrare che ci prendiamo cura di loro… l’unica cosa che chiediamo in cambio è la loro attenzione.

Offrire a coloro che amiamo il loro piatto preferito dimostra che conosciamo i loro bisogni ed ascoltiamo i loro desideri. É così che ho lentamente cambiato e migliorato la mia colazione, prestando ascolto.

La colazione al Bella Vista è speciale, perché è preparata con l’ingrediente più importante di cui tutti abbiamo bisogno e che tutti meritiamo: l’amore.

Solo l’amore può sconfiggere l’individualismo, poiché amare significa prestare attenzione all’individuo, significa dare senza chiedere. L’amore è un insieme di piccoli gesti che rendono migliore la giornata della persona amata. Ed essere amati significa avere qualcuno che ci sveglia con un sorriso e con un “Buongiorno! Come stai? Hai dormito bene?”. Ciò che volevo era che i miei ospiti si sentissero amati, che sentissero che qualcuno si prende genuinamente cura di loro.

Quando istruisco i miei tirocinanti interessati a diventare dirigenti d’impresa, insisto che imparino che la colazione è molto di più ce semplicemente servire ai tavoli! Ho applicato le mie conoscenze, acquisite con un Master in amministrazione aziendale, la mia esperienza e il mio stile personale alla creazione della colazione ed ho ottenuto ottimi risultati. Per questo credo sia un’opportunità unica per i miei studenti per acquisire imprenditorialità. Guardare gli ospiti negli occhi non solo li fa sentire importanti, ma è anche un modo per fare una ricerca di mercato. Osservando le loro reazioni, gli studenti possono fare quotidianamente un’analisi SWOT utile a migliorare l’offerta complessiva dell’hotel. Nonostante i libri siano imprescindibili, osservare direttamente come funziona una piccola attività può insegnare molto. Tutto dipende dalla prospettiva con cui si guarda!

La società capitalistica  in cui cresciamo ci porta a pensare l’altro come qualcuno che esiste per soddisfare i nostri bisogni, come qualcuno tenuto a darci qualcosa. Ma non dovremmo scordare che ciò che rende gli umani realmente felici è la possibilità di dare, di condividere qualcosa di loro con gli altri. La generosità e le piccole attenzioni sono contagiose. Prova a fare una passeggiata sorridendo a chiunque incroci lungo la via. Vedrai che tutti ti sorrideranno a loro volta e ti renderai  presto conto di aver migliorato il tuo umore e quello di chi hai incontrato…solo con un sorriso!

Ed i sorrisi sono gratuiti, non hanno nessun cartellino con prezzo attaccato, eppure “non hanno prezzo”. Questo è ciò che desideravo offrire per colazione: un pezzo di torta, preparata con amore e servita con un sorriso. La colazione è come inizi la tua giornata, ed è meglio iniziarla con il profumo dolce della torta appena sfornata, con della musica rilassante e con tanta energia positiva.

Benvenuto a colazione!

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About The Writer
Alexandra Di Gregorio
Pen Name: Fille Du Vent

Alexandra is a young and still developing writer. She likes to explore different literary genres and styles, such as poetry, short stories and stream of consciousness. Alexandra aspires to become a travel writer collecting and writing the stories of the people she meets on her journeys around the world. This time Alexandra worked as a biographer, writing short stories revolving around momentous events in the life of Anthea and of the Bella Vista hotel

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