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Tramonto a Delfi

29 Giu, 2022

Love Stories Written by: Mystery Writer
Artist : Teodora Dimitrova
Estimated Reading Time: 4 minutes

ncontrai Aglaia durante il mio primo giorno a Delfi; mi aspettava a braccia aperte alla fermata del bus, ammirando il panorama della vallata. Ci eravamo conosciuti ad Atene qualche anno fa e avevo ancora ben impressa nella memoria il tour dell’Acropoli, in cui lei mi fece da guida. Ricordo che passammo davanti a delle colonne, apparentemente tutte identiche, e lei seppe spiegarmi le particolarità di ognuna in modo squisitamente tecnico. Tirava fuori dettagli oscuri ai più con la stessa facilità con cui si stacca un’oliva dall’albero; era un talento che aveva da sempre. I suoi penetranti occhi verdi si accendevano di passione ogni volta che parlava dell’Antica Grecia e eternamente emozionata, amava raccontarmi aneddoti: leggende sui luoghi e miti bizzarri.

È un peccato che la maggior parte delle storie greche finisca in tragedia.

i diede il benvenuto con un caldo abbraccio e un bacio in entrambe le guance. Nonostante potessi vedere la sua bocca di fronte a me, il calore delle sue labbra si trattenne sulle mie guance.

“Mi sei mancata,” dissi. “Come sei stata?”

Rise teneramente, spostò la sua frangia castano chiara dagli occhi e rispose: “Bene, sono stata benissimo!”

Indossava un vestito blu che le svolazzava sulle gambe, appena sotto le ginocchia. Nonostante l’estate fosse finita sembrava che il sole splendesse per lei tutto il giorno.

“Va bene,” dissi, rimuginando sul perché non avesse chiesto come stessi io. Rispondo comunque?

Mi guidò in piccolo muro che corre lungo la parte alta della valle, separando la città da un ripido dirupo sul fianco della collina.

“Che strada prendiamo per l’oracolo da qui?” chiesi, pensando a quanto fosse distante.

Mi indicò la sinistra. “Dopo l’altra parte della città,” disse. “Ma ci andremo domani.”

Non potei trattenermi dal sorridere: “Ottimo. Non vedo l’ora”

Punzecchiò le mie costole scherzosamente, un suo modo di fare che mi ero quasi dimenticato. Non appena la sua mano mi toccò realizzai che lei era il tallone d’Achille.

ultima volta che ci vedemmo ad Atene, avrei voluto dirle cosa provassi per lei ma non potei. Avrei voluto farlo in greco; lei amava la complessità della lingua. Sarebbe stato così romantico. L’avrei voluta portare in un posto più tranquillo, lontano dalla folla; magari di fronte all’agorà, sarebbe stato così dolce.

Ma non avevo le palle. E, come allora, non avevo ancora imparato il greco. Forse dovrei farlo alla vecchia maniera?

“Per quanto starai in Grecia?”, chiese, rompendo quell’imbarazzante silenzio.

“In realtà,” dissi, “non ho ancora prenotato il volo di ritorno.” Provai a cogliere qualche sua reazione prima di continuare; sembrava sorpresa ma non si scompose. “Mi sono appena laureato e pensavo di viaggiare senza meta per un po’. Andare dove mi porta il tempo. Trovare me stesso, quel genere di cose.”

“Oh bene,” disse, “e perché iniziare proprio dalla Grecia?”

“Quale posto migliore per meditare sul senso della vita della terra dei più grandi filosofi?” Sapevo che una risposta del genere l’avrebbe fatta scoppiare a ridere. Tutte le battute sul mondo classico colpivano una breccia aperta nel suo cuore.

Era questo che mi aveva affascinato di lei. Forse dovrei dire qualcosa sulla mitologia, pensai, qualcosa del tipo “tu sei la mia Euridice e io il tuo Orfeo, ma io non guarderò indietro, promesso.”

Ma subito dopo pensai che fosse troppo di cattivo gusto. Anche per me.

nostri occhi si incontrarono. Era come se potesse leggermi il pensiero, come se fosse un essere superiore, inestricabilmente legato a me. Era il momento perfetto. Il mio cuore scalpitava nel petto mentre mi avvicinavo. Lei mi allontanò brutalmente.

“Cosa stai facendo?”, mi chiese. Il suo accento era un po’ più marcato di prima.

“Pensavo…”

Scosse la testa. Il suo sorriso era svanito, nessuna traccia di lui sul suo viso.

“Sapevo che sarebbe successo,” disse. “Pensavo di averti fatto capire l’ultima volta. Sono stati 5 minuti per l’amor del cielo.”

Mi sentivo affondare, gli arti farsi pesanti come il piombo. Volevo trasformarmi in una palla, in modo che lei mi stringesse forte e mi dicesse che tutto andava per il meglio.

  Come ho fatto a rovinare tutto così in fretta?

“Ma…”

“…No”

Si girò, prendendo il suo zainetto e mettendoselo in spalla. Mi tormentai per trovare un modo per farla rimanere.

“Pensavo potessi essere la mia Arianna,” le dissi mentre era già girata. “E io il tuo Dioniso.”

Si fermò e si rigirò lentamente. Il corpo era rigido.

“Se sono Arianna questo fa di te Teseo. Sei stato via per tre anni. Cosa ti aspettavi?”

Prese una rampa di scale, girò a sinistra, non si voltò.

Non l’ho mai più rivista.

Non le ero mai stato così vicino come in quel momento. Così allettantemente vicino, ma così lontano. Fanculo Dioniso e Teseo. Ero Icaro.

Lei era il mio sole.

About The Artist
Teodora Dimitrova

Teodora è un’artista autodidatta dalla Bulgaria. Ha sempre creduto che il proprio scopo nella vita fosse portare la bellezza nel mondo con la sua arte. La sua maggiore ispirazione è la natura: tutte le forme e i colori create dalla magia divina. Nella sua opera punta a catturare istanti di emozioni, sentimenti, bellezza che trasportino lo spettatore all’indietro nel tempo fino alle sue più tenere memorie interiori. I suoi dipinti sognanti irradiano luce e gioia .

 

Teodora punta a creare un’arte esteticamente piacevole che ispiri e faccia sognare gli altri. Spera che l’energia positive che immette nelle sue opere raggiunga ed arricchisca altre anime creative.

About The Writer
Matt Leppington
Mystery Writer
Pen Name: Mystery Writer

We Love our Mystery writer....

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